Cosa sono i Bitcoins e come funzionano?

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In generale, possiamo definire il Bitcoin come una moneta virtuale indipendente, decentralizzata e, in una certa misura, anonima.

Questo significa che la moneta non viene creata ne controllata da un governo, una banca centrale o una qualsiasi istituzione, il che la rende la prima valuta di questo tipo e, allo stesso tempo, qualcosa di non facilmente spiegabile proprio perchè non esiste nel mondo reale ed è fatta solo di bits e bytes. La recente esplosione del suo valore di mercato, senza precedenti nella storia, le ha permesso di raggiungere una popolarità quasi illimitata nell’arco quasi di una sola giornata, rendendo milionari alcuni dei suoi primi utilizzatori.

Andiamo ora a parlarne più dettagliatamente ripercorrendo la storia del Bitcoin e analizzando il suo funzionamento base al fine di fornire al lettore una buona informazione sulle sue origini, come funziona e quali sono i suoi vantaggi.

Che cosa è il Bitcoin?

La definizione tecnica ci dice che il Bitcoin è una criptovaluta, ossia un mezzo digitale di scambio basato sui principi della crittografia. In sostanza, il Bitcoin è una moneta digitale che viene trasferita da persona a persona senza interferenze da parte di intermediari come una banca o un sistema centrale. Il denaro può essere scambiato utilizzando Internet e quindi indipendentemente dal luogo di residenza o dalla distanza dei partecipanti. Uno dei suoi principali vantaggi è che le spese di transazione sono ridotte al minimo rispetto ai metodi tradizionali. Ad esempio, una transazione con Bitcoin equivalente a migliaia di euro può essere conclusa quasi in tempo reale con una tassa che attualmente è pari a 7 centesimi, e questo costo è fisso per qualsiasi importo. So consideri che lo stesso trasferimento con altri servizi, ad esempio tramite PayPal, sarebbe costato centinaia di euro in quanto tali servizi vanno a percentuale sulla transazione.

Ma come è possibile ottenere questa drastica riduzione dei tempi e dei costi di funzionamento? La spiegazione è abbastanza semplice. A differenza delle grandi banche che richiedono enormi locali per gli uffici, dipendenti, computer e server costosi, il Bitcoin utilizza la potenza di Internet sfruttando ogni computer connesso alla rete che si incarica di elaborare le informazioni.

Questa moneta virtuale può essere utilizzata da chiunque, e non essendo controllata da alcuna istituzione, non è possibile che i conti degli utenti vengano congelati. Come vedremo più avanti, la mancanza del sostegno di un istituto finanziario offre sia vantaggi che svantaggi.

Le origini del Bitcoin

La nascita di questa moneta ha il sapore di una leggenda metropolitana. Le cronache narrano che il concetto del futuro Bitcoin prese vita nel 2009 ed il suo “inventore” è stato un certo Satoshi Nakamoto, una misteriosa figura di cui si sa ben poco vista la sua riluttanza ad apparire in pubblico. Il signor Nakamoto non rilascia interviste e le sue comunicazioni avvengono solo via e-mail, pertanto le informazioni circa i suoi dati personali sono così scarse che molti pensano che il suo nome sia in realtà un pseudonimo scelto da un gruppo di persone che hanno effettivamente creato la moneta. Tra l’altro, la scelta del nome ha una corrispondenza precisa nella cultura giapponese, in cui Nakamoto significa “origine vegetale” o “vivere in mezzo”, che rafforza questa supposizione. Si dice che Nakamoto abbia abbandonato il progetto alla fine del 2010 senza alcuna spiegazione plausibile.

L’uso del Bitcoin offre molti vantaggi, e il suo modello di business si basa sull’oro, e non a caso le procedure digitali utilizzate nella sua gestione risultano paragonabili al processo di estrazione del metallo prezioso. Inoltre i Bitcoin sono una risorsa finita, non si svalutano nel corso del tempo, entrarne in possesso diventa sempre più complicato e la gente che ha iniziato a “scavarli” durante i suoi primi anni di vita ne ha ricavato enormi profitti.

Chi controlla il Bitcoin?

Il controllo della moneta è affidato all’ intera comunità, e affinchè un cambiamento delle prestazioni o dei suoi regolamenti possa avere luogo, è necessario il consenso della maggioranza dei suoi membri perché il modus operandi è molto simile a quello di una rete P2P, come descriveremo meglio in seguito.

La cosa importante è capire che nessun piccolo gruppo, governo o individuo può interferire con la produzione di denaro, sia nell’accelerazione o decelerazione della sua crescita. Naturalmente, come abbiamo anticipato precedentemente, tutto ciò presenta anche i suoi svantaggi. Per esempio, la mancanza di sostegno da parte di un istituto finanziario, non consente in alcun modo di presentare un reclamo in caso di errore circa un deposito o se si rimane vittima di qualche tipo di frode, dal momento che le transazioni sono definitive, e una volta che il trasferimento è stato completato non non è possibile intervenire in alcun modo. Inoltre, se un utente perde la password del proprio conto o l’hard disk del suo pc si guasta e non aveva aveva provveduto a fare un backup dei suoi Bitcoin attraverso un servizio specializzato, dovrà dire addio per sempre al suo denaro.

Dove vengono creati i Bitcoins?

Come abbiamo già detto non esistono istituzioni o enti governativi responsabili in qualche modo di questa moneta, si tratta di una moneta virtuale. Questo significa che la sua creazione può avvenire solo in modo digitale. Ogni persona interessata all’utilizzo dei Bitcoin può crearli con il proprio computer utilizzando uno dei tanti programmi chiamati Bitcoin Miner. Il termine “miner” (minerario), in questo caso, sottointende l’esecuzione di un’operazione particolare che potremmo condensare in “mettere a lavorare il computer per risolvere problemi matematici che aumentano di complessità nel tempo.

Una volta risolto il problema, l’utente otterrà una ricompensa sottoforma di Bitcoin. In realtà, poichè i problemi matematici sono molto complicati, il singolo utente non lavora mai da solo ma il suo pc viene connesso con quelli di migliaia di altri utenti e così, tutti insieme, fanno parte di uno dei moltissimi gruppi chiamati in gergo “pool di mining”.

Non bisogna però credere che le cose siano così facili come si potrebbe supporre. Si pensi solo che la complessità dei problemi aumenta nel tempo e, attualmente, si stima che per risolverne uno che restituisca 1 Bitcoin (circa 376.98 € ad oggi), è necessario che un singolo computer rimanga in funzione per diversi anni. Ma, utilizzando la potenza di tutti i computer della rete, lo stesso problema può essere risolto in circa 10 minuti e, alla fine, tutti i partecipanti all’operazione riceveranno il compenso.

Anche le nuove monete si ottengono allo stesso modo: ma oggi per minare sono necessari computer molto potenti (equipaggiati di solito con schede video ATI) ed interamente dedicati ad acquisire questa moneta. Naturalmente, quando il bitcoin è nato, era molto più facile minare e tante persone ne hanno potuto ottenere centinaia di migliaia in tempi abbastanza brevi. Ai giorni nostri invece per minare una sola moneta Bitcoin sono necessari più tempo e risorse di ciò che si otterrà nel rivenderla. Per fare un’analogia calzante verrete a trovarvi in una situazione simile a quella dei cercatori d’oro nel fiume Hudson, che restavano per giorni con le mani nel fango in cambio di un profitto molto piccolo. Se volete provare, potete sempre contare sulla speranza, funzionando il sistema come una lotteria, se siete davvero fortunati, potrebbe essere proprio il vostro computer a risolvere il problema e questo vi darebbe diritto a ricevere un Bitcoin. Anche se è probabile che per ottenerlo, avrete speso il suo stesso valore e forse anche di più per la bolletta dell’energia elettrica.

Ma allora cosa fare per acquisire questa moneta? Il modo più semplice, e di gran lunga più immediato, per ottenere Bitcoin è quello di acquistarli direttamente da un altro utente. E’ possibile acquistarne in cambio di qualsiasi valuta locale (solitamente dollari) su siti specializzati come ad esempio mtgox.com, oppure riceverla direttamente come pagamento per un bene o un servizio che avete fornito.

Come funziona il Bitcoin?

Il funzionamento del Bitcoin si basa su un sistema chiamato Peer-to-Peer (ossia una rete di point-to-point), in cui tutti i membri della comunità condividono alcune informazioni e che insieme costituiscono “l’informazione completa”, pertanto non esiste un server principale in cui vengono memorizzati i dati. Ad esempio, se volessimo mantenere l’alfabeto con questo sistema, un computer della comunità avrebbe le lettere da A a J, un altro avrebbe quelle dalla K alla Q e l’ultimo dalla R alla Z, in modo tale che solo operando insieme, questi computer possono disporre dell’alfabeto completo. In questo modello, stiamo usando solo 3 computer e, nel caso dell’alfabeto potremmo avere al massimo solo 27 macchine, ciascuna delle quali memorizza una lettera dell’alfabeto. Nel caso di dati digitali, innumerevoli computer sono in grado di memorizzare quantità inimmaginabili di bit e byte relativi ad determinato file.

Il problema più grave di questo sistema è che se un computer andasse distrutto, lo sarebbe anche il suo contenuto e, nel nostro caso, andrebbe persa una lettera dell’alfabeto. Questo è il motivo per cui l’elemento “ridondanza” è una delle caratteristiche fondamentali per il funzionamento del sistema. In pratica questo significa che diversi gruppi di computer replicano le stesse informazioni, in tal modo nella rete P2P ci saranno 10, 1000 o 1 milione di computer che contengono le lettere dalla A alla N, alcuni con la sola lettera J ed altri con la sola lettera D. E’ anche possibile caricare l’intero alfabeto in uno dei computer, ma è importante notare che ciò non darebbe a tale computer maggiore importanza rispetto agli altri, in quanto tutti questi nodi si comportano nell’ identica maniera e nessuno ha una gerarchia rispetto ad un altro.

Come funziona la criptomoneta in una rete P2P

Ognuno dei computer in cui è installato il programma Bitcoin contiene un documento, un registro di contabilità denominato “Ledger” (o block chain); in esso, vengono registrate tutte le operazioni eseguite dagli utenti, a partire dalla prima della sua storia fino a quella più recente. I dati vengono condivisi tra tutti i nodi della rete ed ogni utente può leggere le informazioni relative ad ogni trasferimento. Tutto l’insieme di computer che generano Bitcoin posseggono un Ledger ed effettuano frequenti sincronizzazioni per avere sempre le informazioni aggiornate al momento.

Al fine di garantire la validità di ogni transazione, i computer interconnessi operano sull’ algoritmo del problema che deve essere verificato e risolto, ed è qui che le macchine che minano svolgono la loro funzione nel sistema, infatti sono loro che, insieme, risolvono il problema, convalidando così la transazione. Ogni trasferimento viene ricontrollato molte volte (idealmente 6) da più computer al fine di determinare se la soluzione ha tutti i requisiti per essere registrata come valida, riducendo in tal modo al minimo la possibilità di frodi nell’esercizio degli scambi.

Un particolare degno di nota è la possibilità da parte di un utente con sufficienti conoscenze informatiche, di visualizzare alcune righe del codice sorgente del programma per comprenderne il funzionamento, ma non è possibile apportare modifiche, a meno che non vi sia un consenso da parte della maggioranza degli utenti. Questo è il motivo per cui nessun individuo, governo o organizzazione ha il potere di prendere decisioni circa il valore e la quantità della moneta; l’incentivo a mantenerla in buona forma è nell’interesse della comunità con un lavoro in rete sempre migliore; il suo patrimonio dipende da questo.

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