Trading con le valute minori e volatilità

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Quando si pensa agli scambi di valute vengono subito in mente le principali divise mondiali: Dollaro statunitense, Sterlina, Euro, Yen. Si tratta di valute solide, consolidate con le quali fare trading forex offre sicuramente delle garanzie di guadagno;

Tuttavia, guadagni molto più significativi – seppur rischiosi – si possono realizzare facendo trading con valute, cosiddette, minori come il dollaro neozelandese e australiano, la corona norvegese, ma soprattutto la Rupia indiana, lo Yuan cinese e il Real brasiliano, vale a dire le valute di quei paesi emergenti in rapida espansione da diversi decenni. Il motivo principale è la loro forte volatilità e imprevedibilità sui mercati: non vi è indice di volatilità affidabile, tanto meno l’indice VIX, in grado di fornire segnali inequivocabili sui cross di valute minori. Pertanto, gli esperti raccomandano questa tipologia di trading solo ai trader di lungo corso e molto competenti.

Come fare trading con le valute minori

Una forma di trading con valute minori è quella che contempla nella scelta del cross una valuta consolidata (€, $, £) contro una valuta minore ($ australiano, per esempio). Questo si definisce “cross minore”, ma gli analisti sostengono che questa tipologia di trading in valute può essere molto redditizia, nonostante la difficoltà di rilevare una “tendenza” dovuta alla scarsa quantità di transazioni di riferimento. Per questa ragione, gli esperti di negoziazione sostengono che simili operazioni sono adatte solo ai trader che hanno raggiunto un notevole livello di performance, che conoscono molto bene i movimenti delle valute minori e il loro comportamento rispetto alle divise maggiori.

Il rischio di perdita è proporzionale al potenziale guadagno. Un ulteriore “limite” a questa tipologia di trading con cross minori è dovuto anche al fatto che le stesse piattaforme di trading difficilmente propongono queste operazioni o addirittura non contemplano nella loro “lista” di valute quelle minori (è un modo anche per tutelare i trader online principianti ed evitare che si avventurino in “esperimenti” allettanti ma rischiosi).

Un’altra forma di trading in valute minori è quella concernente l’esclusiva negoziazione in valute “esotiche” (yuan, rupia, real, per citare le più scambiate sul mercato). Questa modalità di trading è riservata ai trader in grado di padroneggiare la tecnica del carry trade, vale a dire quella tecnica di negoziazione che punta a “giocare” sugli scarti dei tassi di remunerazione degli attivi. Infatti, il trading in monete minori consiste nell’acquistare una valuta il cui tasso di interesse è ritenuto debole per investire in una moneta più performante. Il borsista potrà trarre un ottimo profitto a condizione che sia capace di individuare le moneta potenzialmente redditizia. Inoltre, bisogna considerare che queste monete minori sono soggette ad un’alta volatilità perché spesso “dopate” dai livelli di espansione – molto incostanti – dei paesi emergenti. È evidente, quindi, che questa soluzione di trading può essere adottata solo da negoziatori ben allenati ed è fortemente sconsigliabile ai borsisti emergenti di avventurarsi in simili transazioni.

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